PROFILO DI NULLO BALDINI IIS Il voto era un atto di opposizione all'indirizzo del Partito; poteva apparire a taluni, per la storia del movimento romagnolo, una svolta brusca od un passo senza precedenti; poteva avere per altri il carattere di aperta rivolta al dogma di una intransigenza miope e insensibile, rivolta tesa anche a dissipare « vaporose affermazioni teoriche». La verità è che Nullo e il gruppo dirigente del socialismo ravennate ritennero che in quell'ora tormentosa per il proletariato, difficile ed oscura per il paese, fossero necessari spirito di decisione, precisazione di responsabilità, chiarezza e sincerità di pensiero e di azione; fosse necessario indicare una concreta linea d'azione, una via d'uscita, abbandonando un « francescanesimo » eccessivo e dissolvente che dal 1920 ad allora aveva portato ad uno stato di grave debolezza. Visione pessimistica? « No, realtà », osservava la « Romagna Socialista». « Realtà che c'insegna che lo scudo di... cartone delle affermazioni teoriche non giova, quando infuria la vera battaglia; che contro le randellate vere non è sufficiente l'o.d.g. di protesta; che i contraccolpi di un fenomeno sociale non si parano con la spiegazione storica dello stesso fenomeno. Vuole il Partito assistere alla dissoluzione delle sue conquiste? S'accomodi. Ma rinunci senz'altro ad essere un partito di massa. Non vuole? E allora il problema è di organizzare la difesa, di salvare cioè, oltre all'integrità degli ideali, tutto un patrimonio di conquiste reali; di tutelare, oltre al principio, la vita degli operai e delle loro organizzazioni. Problema quindi complesso, la cui soluzione è solo nell'impiego di tutti i mezzi ancora disponibili, da quelli legali a quelli illegali, dal giuoco parlamentare all'insurrezione di piazza, ma tutti senza distinzioni ridicole, senza limitazioni assurde, senza eccezioni, purchè si raggiunga lo scopo di riconquistare la libertà e di tutelare il sacro diritto alla vita» (19). Un appello, dunque, all'unità di tutte le forze, al blocco, al fascio delle volontà, essendo la libertà minacciata; un avvicinamento a frazioni della borghesia che non hanno gli stessi interessi dei fascisti «violentatori», un « contatto puramente occasionale » con esse non poteva essere un male, non poteva far temere una menomazione (19) « La Romagna Socialista », r I giugno 1922, Il significato di un voto.
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