Nullo Baldini nella storia della cooperazione

I 12 ALDO BERSELLI sull'opera di Nullo « sfrenato accaparratore di crediti per il suo movimento cooperativo locale » e « altrettanto avido incettatore di lavori pubblici». « Se alla nostra Federazione e alle Cooperative in genere della Provincia· di Ravenna è stato accordato un credito notevole )',, egli risponde, « questo dipende unicamente dal fatto che la cooperazione agricola ravennate, la più antica di tutte, perchè sorta nel 1886, conta per un quarto di ~tta la cooperazione agricola italiana. Sicchè, a questa stregua, le somme concesse non solo non sono sproporzionate, ma risultano inferiori alla potenzialità del movimento ravennate ... Analogamente non è colpa (io ho la presunzione di credere che un po' sia merito della Federazione Ravennate e della Federazione Nazionale delle Cooperative) se lo sviluppo da esse raggiunto e la loro organizzazione tecnico amministrativa abbiano costituito alle medesime una •posizione preminente nel campo dei lavori pubblici. Della quale per altro le dette Federazioni si avvalgono nell'interesse delle masse operaie organizzate così del settentrione come del mezzogiorno, di cui sono riuscite a migliorare sensibilmente le condizioni materiali e morali. Ad ogni modo devo fare osservare che i più i~portanti lavori assunti dalla Federazione Ravennate nel Mezzogiorno .furono conquistati all'asta pubblica, e alcuni affidati dal Ministero dei LL.PP. in seguito all'abbandono di imprese private». E conclude: « Quanto poi all'inchiesta nessuno la desidera più di noi ... essa dimostrerà avanti tutto che al movimento di cooperazione ravennate è stato concesso un credito "tecnico", niente affatto " po- . litico", assai inferiore a quello a cui avrebbe avuto diritto, e che tale movimento risponde ai criteri della più sana cooperazione operaia, a quei medesimi criteri, cioè, che dovranno presiedere all'inchiesta. Vedremo se ~~suilteràaltrettanto per certi movimenti di cooperazione improvvisata, che hanno così malamente copiate le nostre iniziative, e che molto probabilmente, per invidia e gelosia di mestiere, sono gli ispiratori dei Catoni che in questi ultimi tempi hanno sferrata una offensiva, tanto grande quanto miserevolmente vana, contro la nostra cooperazione » ( 16). (16) « La Romagna Socialista>, 11 febbraio 1922, Un nuovo attacco alla Cooperazione Ravennate (Il pulpito e la predica); v. anche 18 febbraio 1922, L'offensiva anti-cooperativa. Une, pietosa 1·eplica del « Popolo Romano>.

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