110 ALDO BERSELLI libera di « parare alle conseguenze della deprecata sc1ss10neintensificando la propaganda per l'educazione rivoluzionaria delle masse proletarie a mezzo delle organizzazioni politiche ed economiche più" saldamente costituite ad unità di forza e di indirizzo». Nullo interviene per lo soluzione di questioni pratiche sorte nell'organizzazione politica dopo il voto di Livorno e per propugnare un'azione delicata ed energica nello stesso tempo: la divisione avvenuta nel campo politico deve avvenire anche nel campo dei beni delle Sezioni; la maggioranza che resta ha diritto incondizionato sui beni della Sezione stessa; ove, invece, si è minoranza, è bene andarsene a lavorare per costruire nuove sedi. A suo avviso, però, in Romagna la scissione non è destinata ad avere grandi ripercussioni (12). Egli cioè pensa <li riuscire a dominare il franamento e le convulsioni che perdurano nella Federazione ravennate la quale minaccia di frantumarsi nella lotta scatenata dall'attività «faziosa» delle frazioni estreme di destra e di sinistra (13). Il còmpito è quello di salvaguardare l'unità sulla base del congresso di Milano che con le sue deliberazioni e dichiarazioni ( « un1tà e~senziale e consensuale, di pensiero e di azione, ossia di propositi e di azioni pratiche, escludenti ogni tendenza collaborazionista e partecipazionista ») costituisce un punto fermo nell'azione del gruppo baldiniano il quale non cessa di deplorare « l'attività faziosa che semina discordie, -deprime e disorienta le masse giovando così sola- . mente aila reazione ». « Ed i socialisti di Ravenna », ammonisce la Direziop.e .federale ravennate, « che conobbero e provarono tutte le dolorose conseguenze della scissione di. Livorno e che, nella pratica, furono e so~ojlei meravigliosi positivisti, faranno certamente loro questo appello che, contro ogni deviazione, vuole conservata e rafforzata l'unità e la disciplina del partito, ad uno scopo solo: il trionfo del socialismo» (14). La reazione borghese, in effetti, stava infuriando « feroce » contro il Partito e contro le cooperative. È assai interessante osservare il crescendo che caratterizza questi attacchi e la loro concomitanza con (12) « La Romagna Socialista>, 19 febbraio 1921, V Congresso Socialista Romagnolo. (13) e: La Romagna Socialista>, 18 febbraio 1922, Per l'unità, per la disciplina: contro ogni tendenza nuova di destra e di sinistra. ( 14) e: La Romagna Socialista>, 18 febbraio 1922, art. cit.
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