Nullo Baldini nella storia della cooperazione

'\ 108 ALDO BERSELLI frazione che si distaccherà sarà una forza notevole, perchè ricca di vitalità e di audacia, perchè appoggiata dai giovani. Che ne pensa Nullo? Quale azione svolge? Al congresso egli parla con estrema chiarezza. Trova che la crisi di convulsione e di separazione del Partito ha un ricorso storico nelle crisi del 1881 (Rimini) e del 1892 (Gep.ova) e crede che, come allora, anche nelle attuali contingenze il Partito saprà trovare il proprio equilibrio. Difende la « concentrazione » dalle accuse che le vengono mosse di essere riformista: il riformismo, afferma, è stato ucciso dalla guerra e si,\mo in un periodo di trasformazione rivoluzionaria. Tuttavia se egli respinge l'affermazione di chi lo vuole classificare, sic et simpliciter, un riformista (nell'intento di considerarlo estraneo . all'autentico movimento socialista, cioè superato, anacronistico, impotente), egli dichiara anche di dissentire dalla frazione unitaria nella tattica, dalla frazione comunista intransigente nel principio. A suo avviso, mentre i socialisti unitari sono marxisti, i comunisti puri sonò bakuniniani. Da questi ultimi in particolare lo divide quel che ha sempre diviso lui socialista « transigente » dai socialisti « intransigenti »·:· cc Essi credono che in Italia ci siano le condizioni per 1a rivoluzione, noi della concentrazione non lo crediamo, perchè guardando la realtà vediamo sì uno stato economicamente disfatto, ma politicamente forte». Nel nostro paese, ribadisce Nullo, non esi- . stono quelle condizioni che in Russia hanno determinato il trionfo della rivoluzione: l'azione del partito deve essere rivolta al solo obiettivo di· acèelerare il processo disgregativo della società borghese; è uno sbaglio generalizzar~ le condizioni ambientali a tutto il paese ed egli se ne ..era profondamente convinto dopo l'esperienza maturata attraverso ai lavori assunti dalla Federazione delle Cooperative nel Meridione, lavori che lo avevano messo a contatto dell'arretratezza e delle « condizioni disgraziate» di quelle regioni. Nullo inoltre, ed è questa una nuova prova del suo realismo, crede che il Partito socialista non debba basare eccessive speranze sugli esiti elettorali che egli, per molte ragioni, ritiene effetto delle sofferenze della guerra e non prodotto di una persuasione profonda: occorre ancora la predicazione socialista vera, l'educazione socialista continua ed efficace, l'apostolato e non la pura predicazione su una piattaforma rivoluzionaria; occorre non badare al numero, ma alla qualità; non

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