Nullo Baldini nella storia della cooperazione

106 ALDO BERSELLJ lavoro e di classe. Per tale legislazione s1 battè alla Camera, ma inutilmente (7). (7) « La Romagna Soci:alista~, 21 febbraio 1920, Movimento econo-· mico. Il convegno di Bagnacavallo per le terre ai lavoratori. In un appunto autografo di Nullo leggiamo: « Il 17 dicembre 1921 il Gruppo Parlamentare Socialista presentava alla Camera dei Deputati un progetto di legge per l'avviamento alla socializzazione della terra allo scopo di valorizzare, sul campo della produzione agricola, la capacità giuridica e tecnica della Cooperazione. La proprietà terriera sarebbe, secondo il progetto, passata non allo Stato, ma a Comunità Agrarie, costituite in ogni Provincia, rette da consiglieri Provinciali, eletti da lavoratori dediti prevalentemente alla lavorazione manuale della terra o alla manipolizzazione· dei prodotti agricoli e dagli impiegati aventi funzioni tecniche o direttive. La Comunità Agraria sarebbe formata dalla proprietà terriera: a) dei terreni che in antico appartenevano a comunità e che comunque furono usurpate o donate da papi, prelat,i e sovrani a parenti o a favoriti; b; terreni sui quali esistevano o esistono tuttora diritti civici (semina, pascolo e legnatico); c) terreni già in proprietà delle Cooperative Agricole; · d) terreni già in conduzione delle stesse Cooperative Agricole; . e) terreni incolti o male coltivati che fossero richiesti in cond~ione da Cooper~tive Agricole esistenti. La piccola proprietà a conduzione familiare era esclusa da espropriazione. La proprietà terriera di cui alle lettere A, B, C, D, doveva essere assunta immediatamente dalla Comunità Agraria, mentre quella della lettera E verrebbe assunta man mano che le Cooperative Agricole, legalmente costituite, riconosciute idonee alla conduzione a giudizio di un apposito Comitato Tee- . nico, ne avessero fatta richiesta. L'espropriazione doveva avvenire con estimazione capitalizzando al cinque per cento la· media dei fitti dell'ultimo decennio e i terreni pagati con titoli al 3 % ammortizzabili n9n oltre i cinquanta. anni. Il progetto ,trevedeva la negoziabilità di tali titoli per i quali, con provvedimento:.governativo, si sarebbero autorizzati determinati istituti di credito a compiere operazioni finanziarie. La conduzione dei fondi sarebbe stata concessa alle Cooperative Agricole mediante contratti di affitto con scadenza non inferiore a 12 anni, con capitolato d'oneri. compilato dagli organi tecnici e amministrativi della Comunità Agraria. Al finanziamento delle Cooperative Agricole assuntrici di Aziende Agrarie della Comunità avrebbe provveduto l'Istituto Nazionale di Credito per la Cooperazione il cui capitale fondiario con apposito provvedim~n-to, sarebbe itato portato a 500 milioni e aumentato, in seguito, proporzionalmente ai bisogni segnalati dalle Comunità Agrarie. Queste le norme più importanti. Il progetto ebbe una larga discussione m una seduta della Camera dei

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