PROFILO DI NULLO BALDINI 105 porte di Ravenna contro l'interesse della civiltà, contro la produzione sociale, contro l'economia delle classi agricole del Comune. Poichè si tratta ... della fine di uno sconcio. Noi vorremmo che da oggi non soltanto gli operai interessati, ma tutti i cittadini compissero un pellegrinaggio di curiosità nel tenimento rivendicato alle energie produttive del lavoro. E griderebbero anch'essi vendetta contro uno dei più umilianti esempi di boicottaggio della proprietà contro le feconde risorse della terra. Si direbbe impossibile che in questa nostra Ravenna, dove pur si vive e si afferma una classe robusta e consapevole di conduttori di fondi, abbia potuto fino ad oggi impoltronire in una indifferenza infeconda una proprietà terriera bestialmente incivile » (5). Gli operai erano deliberati a rimanere sul tenimento, decisi a intraprendere, per conto proprio, a mezzo dei loro organismi tecnici, tutti i lavori necessari alla valorizzazione ·del terreno, da quelli della bonifica idraulica a quelli della bonifica agraria. L'organizzazione passava così dalle affermazioni di principio alla realizzazione dei suoi postulati elementari. L'episodio del 23 settembre, a valutarlo nella sua vera importanza e dimensione, assurgeva ad un significato più ampio, più vero, più grandioso: stava a dimostrare che dove il proletariato ha creato gli istituti e gli organi della sua capacità produttiva ivi la proprietà assenteista e parassitària non può che cedere il posto e rassegnarsi al tramonto del privilegio (6). Era un fatto che, anche se non era dovuto solo all'opera e all'iniziativa di Nullo, inverava nel senso migliore il suo programma. Già nel convegno di Bagnacavallo per le terre ai lavoratori, Nullo era stato esplicito ( « Io, che molti tacciano di riformista, credo che più delle leggi sia necessario fare entrare nella coscienza pubblica il dovere di violentare il diritto di proprietà ») ed aveva espresso il suo « profondo convincimento » che cc il problema della miseria » fosse tutto da cc risolversi nella terra», che occorresse una legislazione agraria più democratica, che le cooperative agricole fossero l'organo più adatto per la soluzione di probiemi importantissimi come quelli di • (5) « La Romagna Socialista», 25 settembre 1920, L'occupazione del tenimento « Raspona » in Porto Fuori. (6) « La Romagna Socialista», 25 settembre 1920, art. cit.
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