102 ALDO BERSELLI sabilità delle singole classi sociali e delle singole classi politiche, sienu esse al potere o all'opposizione, e impostare una discussione ed un programma d'azione che non si basino solo su polemiche poco producenti e in esse non si esauriscano. Nelle elezioni politiche del 1919, Nullo è candidato e si prepara a sostenere una vigorosa campagna elettorale. L'obiettivo fondamentale dei suoi comizi è in fondo uno solo: discutere sui grandi problemi economici che la guerra ha suscitati per dimostrare che le classi dirigenti sono impotenti a risolverli (3); presentare, cioè, una stringente ed obiettiva dimostrazione materiata di cifre, una precisa documentazione dei bisogni dei quali la borghesia italiana, dopo essersi gettata nel baratro .della guerra, è incapace di dare soddisfazione con fatti concreti. In un comizio a Faenza, il 4 novembre, festa della vittoria, Nullo, dopo aver fatto un quadro esauriente dei bisogni immediati della nazione, attacca a fondo l'opera di certo pratrioaismo che ha atteggiamenti guasconeschi quando si tratta di pagare e di restituire il maltolto e denuncia l'opera di succhionismo e di speculazione della gros~a industria che per vivere ha bisogno di alti dazi protettori che sono in parte conseguenza di rincaro, mentre un regime di concorrenza potrebbe mitigare l'ascesa dei prezzi. « Certo i paesi economicamente poveri saranno sempre in uno stato di inferiorità di fronte a quelli ricchi di materie prime - ma perchè la borghesia non ha mai spremuto dalla terra quello che poteva dare, e perchè non ha utilizzato quella immensa ricche2rza che ci viene dalle acque sapientemente utilizzate e dal mare veicolo di scambi intensificati e di nuovi scambi coi pae~i più. rie.chi di noi? Noi abbiamo diciotto milioni d'italiani chç v.i-vono colle derrate che vengono dall'estero», continua Nullo, « e dobbiamo - anche dopo la vittoria - subire l'imposi2rione e i voleri dei nostri ex-alleati; ma quando i contadini del Lazio e di altre plaghe sono insorti contro il latifondo incolto e lo hanno invaso, il Governo influenzato dai magnati della terra ha emesso un decreto - nè carne nè pesce - che vorrebbe san2rionare il fatto compiuto a condizione però che i contadini non invadano le terre. Anche in (3) ~ La Romagna Socialista,, 12 novembre 1919, Le inesattezze di un corrispondente.
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