Nullo Baldini nella storia della cooperazione

PROFILO DI NULLO BALDINI 91 In quegli organismi faccio nè più nè meno di quanto fanno i segretari delle Camere di lavoro e delle organizzazioni operaie quando in confronto delle classi padronali discutono tariffe ed elaborano contratti o concordati di lavoro. Il mio riformismo mi porta, infine, a richiedere collaborazione e a collaborare alla formazione di leggi che aiutino la costituzione di cooperative di lavoro e di produzione, le quali, per il fatto di essere strettamente unite, nella loro azione, alle Leghe di resistenza, sono cooperative <li classe, sono, cioè, formidabili strumenti di sostituzione degli istituti economici borghesi, sono i fortilizi di difesa delle conquiste che mano mano va facendo il proletariato nella sua diuturna battaglia. La cooperazione quale si intende e si attua dalle nostre organizzazioni non è la cooperazione bottegaia che vuole sostituire al1' egoismo di una persona l'egoismo di poche altre persone privilegiate, è invece la cooperazione aperta a tutti; che mira assicurare al1' operaio il frutto del proprio lavoro sotttaendolo per mezzo delle cooperative all'intermed1ario inutile e parassitario. IÈ. la cooperazione che mira non a creare capitali e proprietà a beneficio di gruppi o di categoria, ma a creare il patrimonio di tutto il proletariato. Alle cooperative che furono le prime a costituirsi e poterono formarsi cospicui patrimoni noi consigliamo di destinare gli utili, che il lavoro, il sacrificio e la fede proletaria avevano accumulati, a pro' dei lavoratori rimasti indietro nella via aspra e difficile della lotta economica, e vedemmo le cooperative di lavoro da noi dirette dare capitali e assistenza di credito alle sorgenti Cooperative agricole. I mille ettari di terreni acquistati in questi ultimi giorni dalla nostra Federazione costituiranno non già la proprietà della categoria braccianti, ma il patrimonio <li tutto il proletariato organizzato perchè l'acquisto fu fatto coi capitali accumulati <la tutte le categorie, strette nel patto federale. Quell'acquisto, se ben studiato all'occhio clinico del sociologo, può giudicarsi un fatto di vero sovvertimento sociale, più efficace di ogni discorso. Al socialismo non si giunge solo per atto di rivolta o per decreto, sia pure di proletario, ma si giunge specialmente attraverso ad una trasformazione della coscienza umana. Un esperimento ,di regime socialista oggi si risolverebbe in un fallimento. Al sentimento individualista che caratterizza la società attuale bisogna sostituire il sentimento collettivo. Solo avvenuta questa tra-

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==