Nullo Baldini nella storia della cooperazione

• LE ELEZIONI POLITICHE DEL 1913 LA SETTIMANA ROSSA IL CONFLITTO MONDIALE La lotta e ]a polemica fra repubblicani e socialisti si riaccendono aspre e vivaci nell'autunno del 1913, in vista delle imminenti elezioni politiche. Nullo è di nuovo il candidato del secondo collegio (1), deciso a ritentare la prova, dopo l'insuccesso del 1909. Contro di lui, contro il socialismo si coalizzarono tutte le altre forze politiche, ma furono i repubblicani a muovere sulla « Libertà » gli attacchi più duri e anche personali. Nullo, asserivano, è un « grande accaparratore di lavori»; è «tripolino», « giolittiano »; è candidato del Governo; è nemico della mezzadria e congiura affinchè i mezzadri diventino braccianti: vuole cioè dare ad essi « la carriola i>. Nullo, continuavano, è simbolo di contraddizione e di equivoco: è un « riformista » che milita in un partito rivoluzionario. Naturalmente non si mancò, sempre da parte dei repubblicani, di ricordare la lotta per le trebbiatrici, la parte avuta da Nullo nella questione e di addossargli la responsabilità dell'eccidio di Voltana. Nullo si difese con molto calore e passò anche al contrattacco, ma è facile comprendere come la sua impresa, in quella situazione, fosse pressochè disperata. Occorre però precisare che quella situazione non era stata generata da lui, bensì dall' « intransigenza » antirepubblicana che i suoi compagni del gruppo dirigente ravennate avevano affermato sin dal 1908 con tutte le conseguenze che Nullo si era trovato, a nostro avviso, se non proprio a subire, a dover affrontare, senza esserne il vero responsabile. Circa il suo preteso « tripolismo », gli fu facile dimostrare non solo la propria coerenza, già da noi documentata, ma anche che egli (1) «Avanti!», 13 ottobre 1913, La prepara:àone elettorale. Ravenna.

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