Nullo Baldini nella storia della cooperazione

88 ALDO BERSELLI tismo realistico dei rappresentanti l'organizzazione economica che non è una comunità di idee, ma una comunità di interessi» (17), e ritiene che il Partito debba dìsinteressarsi dell'organizzazione econo-. mica così come essa è strutturata ed opera, Turati vede nell'organizzazione di Nullo uno strumento indispensabile per vincere la disoccupazione che è anche per lui « il problema cardinale e centrale dell'ora presente», e, rendendosi interprete delle idee di Nullo, chiede la realizzazione dei provvedimenti da lui suggeriti, affermando: « Vi è in Italia un uomo di grande abilità, un uomo che fonde in sè le qualità che sembrano le più opposte ed incompatibili: un idealismo meravigliosamente alto ed audace, ed una quadratura di testa, una praticità dell'intelligenza, assolutamente formidabili. Io parlo di Nullo Baldini, direttore delle Cooperative di lavoro, un uomo da cui tutti, anche i più dotti fra noi, hanno da imparare sempre qualcosa» (r8) (17) R. DE FELICE, op. cit., p. 128. ( 18) F. TuRATI, Disocupazione e politica sociale di lavoro, discorso pronunciato alla Camera dei Deputati nella tornata del 9 giugno 1913, Biblioteca della Critica Sociale, Milano 1913, p. 19. V. anche «Avanti!>, 10 giugno 1913, Il grave problema della disoccupazione discusso alla Camera. Il discorso del- /' on. Turati. Circa le affinità tra Nullo e Turati v. E. R1cc1, Nullo Baldini apostolo di democrazia e di libertà fra le nostre genti, in « Il Resto del Carlino>, 30 ottobre 1962.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==