VIII PREFAZIONE Nel lungo e vario e complesso fiorire d'indagini dottrinali e teoriche, che la scienza economica italiana ci ha dato della cooperazione, emerge una valutazione in genere positiva sulla originalità e sull'importanza della cooperazione di produzione e di lavoro, quella esperienza peculiare all'Italia che è legata al nome e all'opera di Nullo Baldini. Il quale fa parte di quella schiera di uomini veri, che seppero dare alla propria azione l'impronta di un'alta moralità, fondata sulla rettitudine e sul disinteresse. Nei rivoluzionari e nei socialisti di questo tipo emerge l'alta dignità del carattere morale, senza cui gl'ideali di rinnovamento sociale affogano nel ciarlatanismo e nella retorica. Non bisogna infatti dimenticare che la cooperazione, specialmente e soprattutto quella di produzione e di lavoro, rappresenta una scuola di solidarietà e un mezzo di pedagogica. sociale, nella quale molti hanno visto una preparazione a un ordinamento in cui i proletari imparino, partendo dall'esperienza di tutti i giorni, a gestire direttamente la produzione. Questi semplici accenni, che trovano nel volume ampie trattazioni e larghi svolgimenti, ci portano subito a precisare che gli argomenti dell'indagine sono così strettamente e intimamente legati alla nostra vita attuale che riesce spesso difficile, per non dire impossibile, isolarsi del tutto dagli interessi e dalle passioni del nostro tempo, anche se i canoni del metodo scientifico, che io vorrei sempre seguiti, prescrivono un completo distacco. La polemica sul capitalismo e sul socialismo, sul liberismo e sul protezionismo, sulle riforme e sulla rivoluzione sociale è sempre aperta. La stessa valutazione sulle funzioni e sui metodi della cooperazione varia a seconda che ci si ponga in una posizione o nell'altra, che si consideri la cooperazione in un sistema strutturale o in un altro. Ora, se è abbastanza agevole accertare la veridicità di una testimonianza, non è altrettanto facile dare sui fatti, che sono ancora tanta parte di noi, quel giudizio obbiettivo e spassionato che la scienza richiede e comporta. La serenità dello storico deve rendere giustizia a Roma e a Cartagine e lasciare operare il solo giudizio di realtà, onde molti racco-
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