Francesco Saverio Merlino - Il socialismo senza Marx

e i rispettivi governi non si peritano, spesso e volentieri, di violare. Qui però giova notare che il regime costituzionale o statutario corrisponde a un mutato concetto della sovranità, che passa dal re al popolo. Il re, da padrone assoluto, passa ad essere un socio - che si fa la parte del leone nella società politica - ma che in fondo deve adattarsi alle esigenze del popolo, se vuole essere tollerato nei privilegi e nelle prerogative che gli , vengono lasciate;7 e a poco a poco diventa poco più di un alto impiegato dello Stato, con uno stipendio corrispondente all'alta sua posizione sociale, ma sottomesso anch'egli alle leggi che emanano dal popolo a mezzo di un Congresso o assemblea di rappresentanti eletti con suffragio ristretto prima a dati ceti, poi sempre più esteso, e da ultimo generale o universale. È questo il regime costituzionale o parlamentare, attualmente in. vigore nella maggior parte dei paesi civili. Il re è a capo del Governo e concorre alla formazione delle leggi, che devono essere da· lui approvate: nomina i ministri, convoca e può chiudere il Parlamento. Di fronte a lui sta il popolo, che elegge i suoi rappresentanti al Parlamento, in cui si fucinano le leggi, pubblicamente discusse ed elaborate. Dal Parlamento proviene al re la designazione dei ministri, cioè di coloro che sono chiamati a dirigere le varie amministrazioni dello Stato: i ministri, cioè il Governo ha nelle sue mani tutto il potere esecutivo, ma è soggetto al sindacato parlamentare e ha bisogno, per mantenersi al potere, di avere con sè almeno la maggioranza dei depùtati. 1 Insomma, il regime attuale è un regime misto che si regge per un continuo gioco di equilibrio fra la volontà del re e i suoi poteri tradizionali e gl'interessi della monarchia - e dall'altra · la sovranità popolare, che deve lottare continuamente per non lasciarsi sopraffare. Il popolo confida i suoi interessi a un Go7 Lord Lyttleton nelle Lettere persiane: « Se i privilegi del popolo inglese sono concessioni della Corona, il potere stesso della Corona non è forse una concessione del popolo? ». 503 Biblioteca Gino Bianco

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