Francesco Saverio Merlino - Il socialismo senza Marx

Tale è almeno la concezione teorica del governo assoluto. Nella pratica, nelle monarchie più dispotiche il potere del capo dello Stato è sempre temperato, se non dalla legge, dal costume, cioè dalla tradizione o dagl'interessi di una classe o ceto che partecipa al governo dello Stato e divide col sovrano, in più o meno larga misura, i lucri dell'azienda. Il re non può far tutto da sè, si circonda perciò oltre che di armati, che ne proteggono la persona, di impiegati e di servitori,• che per quanto docili ai suoi voleri, esercitano di fatto una parte di dominio, una particella della sua autorità, e si rendono indispensabili fino a divenire talvolta (specie quando il re ama i minuti piaceri della vita e si dà alla pazza gioia) i veri dominatori dello Stato, fino a tenere il loro amato padrone e signore in mezzo a loro come un prigioniero. Oltre a ciò, mentre negli Stati dispotici barbarici il re dispone largamente della vita dei suoi sudditi sacrificandone centinaia e migliaia alle sue superstizioni e ai suoi capricci, a misura che dallo Stato barbarico si passa ad un grado sia pure infimo di civiltà, la vita umana acquista un valore e si forma il costume che. protegge l'individuo e il gruppo dall'arbitrio eccessivo del capo e dei suoi gregari immediati. Il re non può più uccidere, non può più impossessarsi violentemente dei beni dei suoi sudditi, non può favorire troppo sfacciatamente i suoi sozi a danno della comunità, non può abusar troppo della pazienza del popolo. Nelle monarchie feudali il potere del re trova un limite non solo nei diritti e privilegi dei baroni, ma in quelli di città, corporazioni e Comuni. Ogni ceto, ogni aggregato reclama privilegi e li conquista - un po' per forza e un po' per concessione in cambio dei servigi che rende, e li difende contro le usurpazioni dei ceti soprastanti. Si stabiliscono intorno al potere sovrano poteri minori e diritti di popolazioni, usi e- consuetudini moderatrici del potere assoluto. Questa è l'origine degli Statuti o Carte (dalla Magna Charta inglese a tutte le altre) in cui sono sanciti i patti e le condizioni che si ,cerca di assicurar~ con giuramenti e altre solennità, ma che i re 502 Biblioteca Gino Bianco

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