Parimenti no11potrebbe la nazione intera procedere in massa all'elezione ed eventualmente alla revoca degl'innumerevoli dirigenti e funzionari delle tante aziende statali, comunali, ecc.; né può giudicare gli accusati dei vari reati, né procedere direttamente, manu militari, all'esecuzione delle sentenze che essa emanasse. Il diritto è anch'esso il prodotto di una lunga elaborazione della coscienza umana, non è stato inventato, né si inventa in un giorno solo, né si esprime in formule semplici e facili ad apprendere a memoria, come i versetti latini del Portoreale, in cui s'insegnava la grammatica e la sintassi. Vi sono i tecnici del diritto, come di qualunque altra materia, e vi è un'organizzazione tec11icadella giustizia provata e riprovata, riformabile e perfettibile, più o meno rispondente allo scopo, ma sempre preferibile all'improvvisazione d'un individuo o d'una folla. Ciò che interessa è che la giustizia, come tutte le altre branche della pubblica amministrazione, non sia asservita al governo, non sia fatta coltello per colpire alle spalle gli avversari di esso (come diceva il Guerrazzi), non serva a manomettere le pubbliche libertà, non divenga strumento di dominio: e perciò anch'essa dev'essere sottoposta al sindacato popolare, come tutti gli altri organi amministrativi: ciò che importa è che i giudizi siano pubblici, le sentenze motivate e insomn1a che si adottino le cautele che l'esperienza ha dimostrato e dimostrerà essere necessarie perché essa (la giustizia) non si converta nel suo contrario. E così in tutti gli altri rami della pubblica amministrazione: non è tanto l'elezione più o meno popolare degl'impiegati che può essere arra di buona scelta e del buon andamento delle varie aziende, quanto la loro indipendenza e responsabilità, il sindacato sui loro atti, esercitato da organi adatti, già costituiti in parte nei paesi civili, altri in formazione e tutti capaci di perfezionarsi p<!r rispondere sempre meglio ai loro scopi di pubblica utilità. E poi vi sono dei princìpi fondamentali, diremmo costituzionali della convivenza civile, princìpi acquisiti alla coscienza 498 BibliotecaGino Bianco
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