pre solo contro mille »; e la moltitudine inerme ha contro di sé sgherri armati. Quei pochi che sono riusciti a disporre le cose a quel modo, sono i padroni e governano e « fanno poco conto di un popolo con una parte del quale sanno contenere l'altra». È questa la condizione in cui si trova il popolo italiano nel momento in cui scriviamo (1924 ); e perciò esso deve provvedere alla propria salvezza, deve riconquistare la sua libertà~ CAPACITÀ TECNICA E CAPACITÀ POLITICA i: Vi è stata una dottrina politica che l'ha tenuto a battesimo e l'ha consacrato [ il fascismo J; ed è quella secondo la quale il popolo, la moltitudine è incapace di governarsi, e il governo, considerato come una grande industria, una grossa azienda d'affari, spetta ai pochi, ai capaci,- insomma alla élite della nazione e particolarmente all'uomo· di genio che, emergendo tra tutti, riesce a conquistarlo. Chi siano questi predestinati al governo della cosa pubblica e come si manifesti la loro capacità di ... governare, noi abbiamo veduto e tocchiamo con mano. D'altronde l'argomento della capacità si fonda su un manifesto equivoco, perchè si confonde la capacità tecnica e amministrativa, che noi riconosciamo essere necessaria nei pubblici amministratori, come in ogni lavoratore, e la capacità politica, che può e dev'essere di tutti i cittadini attivi e coscienti di ogni paese civile. I cittadini di uno Stato di parecchi milioni di abitanti non posseggono nella loro grande maggioranza la capacità, né hanno la possibilità di reggere e amministrare lo Stato: essi dedicano necessariamente le loro energie chi al lavoro materiale, chi alle arti, alle scienze, ai commerci e ad altre bisogne ed affari. Non è possibile che essi si occupino contemporaneamente di * « Fascismo e Democrazia», 1924, pag. 15 e seguenti. 496 Biblioteca Gino Bianco
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