• • zione che ·ha la classe dirigente. Lo Stato, o il Governo, avanti ogni altra cosa pone l'interesse della propria conservazione; e se da una ·parte mantiene l'ordine pubblico, dall'altra fomenta la discordia fra· i cittadini e permette ai pochi di_sopraffare i molti: se amministra la giustizia, è autore d'ingiustizie, di arbitrii e di violenze; se sovviene ad alcune incapacità, altre ne crea; se si occupa di istruzione pubblica, di economia pubblica fa sempre il vantaggio dei meno a spese dei più. Esso si prefigge . àue scopi principali: difesa o conquista· nel rispetto degli altri Stati, dominazione all'interno; la dominazione più ancora che la difesa o la conquista. Dal tempo in cui il delitto fu punito come offesa al principe fino ad oggi, che tre quarti del Codice penale riguardano fatti politici o lesioni d'interessi patrimoniali dello Stato, la giustizia è stata ed è, come la religione, come l'istruzione pubblica, uno strumento di regno. L'ingerenza dello Stato nella economia pubblica e ogni altra sua ingerenza dà luogo a favoritismi, a distribuzione d'impieghi, ecc., e diventa quindi un mezzo di dominazione. Questa organizzazione politica pesa come un incubo sulla nazione e impedisce una vera e propria org·anizzazione degl'interessi generali. I più gravi interessi dei popoli e quelli degl'individui si trattano nel segreto dei Gabinetti ministeriali, senza discussione, senza princìpi direttivi, senza responsabilità di alcuno. L'arbitrio e la corruttela regnano nelle _pubbliche amministrazioni. Bisogna disciogliere quel nodo di poteri che è il Governo; disfare l'accetittamerito. buroctatico e quei vincoli gerarchici che rendono gli amministratori pubblici soggetti e ligi gli uni agli altri e fanno di essi tutti un corpo chiuso ostile al pubblico e docile strumento di pochi dominanti. Occorre un'organizzazione autonoma dei vari interessi pubblici, con guarentigie di capacità e norme di responsabilità degli amministratori, tra cui non dev'esservi vincolo gerarchico e che devono essere eguali di condizione a tutti gli altri lavoratori. 491 Biblioteca Gino Bianco
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