Francesco Saverio Merlino - Il socialismo senza Marx

sua fabbrica vicino ad un centro di commercio può urtare nell'interesse degli abitanti della città di non ricevere. le esalazioni nocive di quella. L'interesse dei viaggiatori e dei commercianti al buon andamento del servizio ferroviario può essere contrario a quello degli operai e degl'impiegati della ferrovia, i quali volessero risparmiare fatica. Quegli stessi poi che hanno interesse al buon andamento ferroviario, barino anche interesse alla nettezza e all'illuminazione delle strade, al buon andamento delle scuole, all'osservanza dei precetti d'igiene, ecc., ecc. Alcuni di questi interessi sono troppo vaghi e indeterminati per essere concretati in una data organizzazione; altri sono promossi da individui che si rendono interpreti dei bisogni generali; alcuni dànno luogo ad organizzazioni di breve durata; altri ad organizzazioni permanenti costituite dentro e fuori lo Stato. Ciò che preme notare è che l'individuo non può far valere tutti questi interessi da sè direttamente, non può occuparsi di tante cose disparate; quindi è avvenuto e avviene che per far valere questi interessi generali di const1matori, di padri di famiglia, di abitanti di un paese, ecc., si siano costituite e si costituiscano organizzazioni speciali fuori e dentro lo Stato, altre permanenti, altre di breve durata, talune volontarie, altre obbligatorie e necessarie; e tutte mettono capo all'organo direttivo generale che è lo Stato. Ma lo Stato, mentre coordina queste varie organizzazioni, le subordina a un interesse suo proprio, l'interesse di dominaa spese della collettività, che esso finisca per esercitare una coazione e opprimere l'individuo e divenga fine a se stesso, e che da ultimo il potere, tendendo come la ricchezza a concentrarsi nelle mani di pochi, degeneri in tirannia, - è arcivero e non si ripeterà mai abbastanza. Ma che si possa farne a meno, che la società possa vivere per un miracolo d'equilibrio tra le forze individuali, che essa possa mantenersi in piedi in virtù di un automatismo proprio, è assurdo. Bisogna rassegnarsi a subire alcuni mali, pur reagendo contro di essi, per non privarsi dei beni corrispondenti. È necessario reprimere la violenza? dirimere i conflitti? costituire degli organi per pubblici interessi generali? ecc., ecc. Bisogna erigere intorno all'individuo delle fortezze inespugnabili in cui egli rimanga invulnerato (libertà fondamentali), ma nello stesso tempo impedire che e~so ne esca per aggredire il suo simile. E bisogna dar voce ed espressione al pensiero e alla volontà collettiva e dar forma all'azione collettiva. Ora, lo Stato non è altro; e la questione non è se esso debba essere mantenuto, ma come dev'essere costituito » ( « Il problema economico e politico del socialismo», 1921, pagg. 271-72). 490 Biblioteca Gino Bianco

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