per necessità, salvo a sforzarci di· guadagnare alla nostra causa l'opinione della maggioranza . .La cosa è così evidente che gli anarchici non trovano altra risposta all'obiezi0ne che quella di affermare cl1e se gli uomini non riusciranno ad agire spontaneamente in piena concordia di voleri e di intendimenti, ciò vorrà dire che non saranno maturi per l'anarchia e l'anarchia non sarà. L'anarchia_ - hanno finito col dire - è una tendenza, non sarà la società di domani. Ora, un partito politico non può avere per .guida una semplice tendenza, che non è neppure dimostrato che possa avere in un lontanissimo avvenire la sua attuazione (perché diversità di opinioni e contrasti sussisteranno finché il mondo lorztana): ·k esso deve avere una finalità raggiungibile immediatamente, una finalità cioè che si trovi in corztinuità del regime che quel partito, intende di abbattere e mutare. Cosicché dire che l'anarchia è una tendenza ma non sarà la societ~ di domani (come spesso è stato ripetuto in Umanità Nova), significa confessare che essa non può formare il contenuto, il programma di un partito politico, ma deve considerarsi tutt'al più come un sistema filè>sofico o un'aspirazione umanitaria. . · Resterebbe ~ vedere perché, ciò nonostante, esiste in tutt'i paesi un partito anarchico, quali .ne sono le vere caratteristiche e quali le ragioni della sua persistente vitalità. Ma ciò non entra nel piano del presente scritto, e noi perciò chiudiamo la· parentesi e tornìamo alla necessità di una organizzazione politica nella quale la maggioranza e la minoranza possano coadattarsi, e di organi e forme mediante cui dalle varie opinioni e dai diversi interessi possa esprimersi l'opit?ione che deve ·prevalere nell'interesse genèraie. · E qui è d'uopo rilevare che le maggioranze e le minoranze poSsono essere tante: in ogni questione le opinioni possono essere diverse; e quelli che si trovano a costituire la màggioranza su una data questione, possono invece essere discordi su altre. Inoltre gli uomini non hanno le cognizioni necessarie per regolare . . * Finché il mondo lontana:, cioè.. fipché- il mondo dura. È una reminiscenza dantesca. 482 BibliotecaGino Bianco
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