legge non è più la volontà del Principe, il comando o il privilegio, ma norma generale elaborata dalla coscienza morale per l'equità dei rapporti tra gli individui. Certo, questa trasformazione è lungi dall'essere compiuta. Vi sono delle sopravvivenze dell'antico regime nello Stato moderno; vi sono stati dei compromessi tra popolo e sovrano, tra il nuovo e il veccl1io. Si parla ancora oggi, negli Stati monarchici, di un potere · regio che concorre con l'assemblea legislativa a far le leggi, e che sceglie tra i designati da questa i membri del potere esecutivo, ed interviene direttamente nella direzione dello Stato, con la nomina di membri della Camera alta, con la facoltà di sciogliere la Camera dei deputati e con quella di concludere alleanze palesi e segrete, di dichiarare la guerra e concluder la pace, di nominare agli alti gradi dell'esercito, della magistratura, ecc. Ma questo potere è in contraddizione perenne col principio -della sovranità popolare, ed è destinato a scomparire. È un _potere più occulto che palese, che si nasconde dietro la pretesa responsabilità ministeriale, la quale poi non è che una :finzione costituzionale, anche perché mancano norme per regolarla, manca l'organo per accertarla (il Parlaffiento è sempre più o meno corresponsabile col Governo, e quindi non può esserne il giudice) e mancano le sanzioni. Insomma, noi viviamo politicamente in un regime transitorio fatto di compromessi e accomodamenti, e destinato a compiere la sua trasformazione rapidamente. Il peggio è che, sebbene apparentemente l'organizzazione politica sia retta dalla volontà popolare e il potere, il vero potere sia in tutti e di nessuno - ciò che esprime la parola democradenaro, è spesso tenuto in disparte, sopraffatto dall'arbitrio governativo e burocratico e può essere sciolto e licenziato ad ogni momento? È potere il Gover- ·no, che può vivere lo spazio di un giorno e dipende dal voto d'una maggioranza parlamentare o di minoranze coalizzate; e che non fa, o almeno n0n dovrebbe fare costituzionalmente parlando, che raccogliere la volontà della rappresentanza nazionale e trasmetterla agli organi amministrativi, curandone e sorvegliandone l'esecuzione? Il potere comincia oggi dove comincia l'abuso della funzione, l'arbitrio e la violenza. .475 Biblioteca Gino Bianco
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