Dappertutto si osserva la virtù organizzatrice degl'interessi comuni, che uniscono i lavoratori; e la forza disgregatrice, corruttrice e dissolvitrice del potere e della ricchezza monopolizzata. Ogni qualvolta gli uomini riuscirono a sottrarsi al regime delle caste o feudale, essi tentarono la via della libertà e della associazione; e in tutte le epoche e in tutte le parti del mondo fiorirono Comuni liberi, città comunitarie, dove gli uomini godettero, con l'eguaglianza delle condizioni, una notevole libertà, e furono portati ad elaborare ordinamenti politici dai quali fosse assente ogni dominazione. Le assemblee popolari, i consigli degli anziani delle varie tribù o delle associazioni o corporazioni e pochi magistrati eletti dalle stesse assemblee o dal voto popolare e duranti in carica.breve tempo e tenuti a render conto del modo come avevano assolto il loro compito, bastavano a provvedere a tutte le emergenze. La discordia, e quindi il dominio, apparvero soltanto allorquando lo sviluppo della riccl1ezzaportò alla disuguaglianza delle condizioni; e la forza che aveva servito ad assoggettare popoli già liberi, non germogliò che tirannidi. Notevole esempio quello di Roma che, partita dalla tribù comunitaria, passò attraverso la repubblica aristocratica, si sviluppò verso la democrazia, per finire poi vittima della sua stessa violenza, che produsse la schiavitù e la dominazione. La plebe stessa viveva dei tributi delle province; e si ebbe l'Impero, che i pretoriani disfacevano ad ogni momento per avere nuovi donativi dai nuovi imperatori. Il regime feudale rimise la società sulla base della dominazione. E questa si sdoppiò sminuzzandosi in dominazioni maggiori e minori, incluse l'una nell'altra. Circostanze propizie (il sorgere della ricchezza mobiliare, lo sviluppo della navigazione, delle industrie e dei commerci) favorirono la nascita di una nuova società accanto alla feudale, di un nuovo Stato, prima sottomesso e poi rivale, accanto alla nobiltà e al clero; e nel contrasto fra i vari elementi della società si ebbe il rafforzarsi della monarchia. Da ultimo la caduta del 473 Bibliot· ca Gino Bianco
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