Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 9o - pure è lo stesso il rapporto tra le nazioni, semprela stessa l'influenzalibera o unitaria o federaleche esercitano le une sulle altre, sempre eguale il giudizio che portano reciprocamente sulla parte- che sostengono nel mondo. E qni pure regna la DivinaCommedia e formola da cinquecento anni i nostri giudizj sui più intimi nostri vicini. Pur troppo chi difende ai nostri tempi i principi antichi, gli Stati molteplici, le circoscrizionifederali, ripete l' invocazione ad AlbertoTedesco;pur troppo in oggi ancora il Cesaregermanicocombatte in Italia l'eguaglianza, la confusionedellepersone, i confini allargati, le con- . quisteinterne, e le fusionicolla quale si infastidiscono, reciprocamente in un medesimo stato, quelle genti che fora meglio esservicine ; in oggi àncora_ l' intervento germanicovuol ripetere non solo la storia di Arrigo VII ma quella di FedericoBarbarossa protettore di Lodi, di Pavia, di Como, di tutti gli Stati, ~ondannati a perire, e CorradoII fin dal 1038 veuiva essopure per mantenere la leggegeograficae feudale contro le rivoluzioni del mille. Perciòreca spavento all'Italia la propria conservazione. Che diceal contrarioDantedella Francia? Che confisca la Normandia,la Guascogna,Pontivy e la Provenza, che con frode e conmenzogna cioè a dispetto d'ogni legge stabilita rende sempre più potente il r_aggiodi Parigi; e che cosa diciamo noi di Luigi XI'! che aumenta la centralizzazione:di Luigi XIV? che l'aumenta alla voltasua : di Napoleone~che anch'esso la raddoppia, e questa forza terribilmente eslege e regolata la terra cristianatutta aduggia, dice Dante sotto Filippo il Bello; e noi pure ripetiamo che la rivoluzione di Francia sconvolge l'Europa ed anche

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