. 9""' - D - Quinto sembra giungere per appagare finalmente il desiderioghibellinodella DivinaCommedia_Più tardi ancora Napoleone,I non ripete forse anch'esso la teorica di Filippo il Bello.carcerieredel pontefice?Non riceveanch'esso il saluto degli Italiani ai Cesari?Non vede egli forse il popolo che accoglievaArrigoVII, Carlo Quarto, Carlo Quinto, e che attende il liberatore, il, veltro errante, incerto, misteriososempreinvocatoe non mai apparso sulla terra di Romolo ? Si mutano le idee, ma non si muta la vita d.elle nazioni che ripete ad ogni periodosemprelo stesso dramma della loro politica, ed in oggi come ai tempi di Dante ·sono i papi derisi ed adorati, gli imperatori odiati ed obbediti,le città rivalizzatee fiorenti, i partiti spietati e coperti, le discussionivelate dai misteri, e le provocazioni, ·1e·lodi , le critiche espresse col dubbio linguaggiodell'arte e non mai coll'aperta deduzionedel1a logica. Il territorio, che predispone i centri, ]e fortificazioni,le trincere naturali e le comunicazioniqui facili, là difficili,altrove ✓ troncate, ha determinatonel tempostesso la strategia delle rivoluzioni, delle reazioni, l'andamento drammaticodella innovazionee quella persistenza de' medesimifenomeniche ci condannanoa ripeteread ogni fasela DivinaCommedia.E tale essendopure la sorte di ogni altro popolo(poichèse la nostra terra rimane fedele al papa e all'Imperatore, noi vediamo la libertà del parlamento nell'Inghilterra di Giovanni senza terra come in quella di Pitt e di Fox, il predominio risoluto del re nella Francia di Filippo il Bello come in quella di Luigi XIV; la forma della federazione nella Germania di Federico Barbarossa come in quella di G~useppeII), ne nasce che sempre .. . .
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