. proseguono il loro corsocol ponteficeappropriandosi il dominiocosmopolitadella Spagna, e mentre che . le scienze aggiungono scoperte a scoperte, che le arti abbellisconol'Italia, che l'industria· toglie dalla natura mille secreti co'quali il mondomodernovince per sempre l'antico, e che il comrnercioinvade continenti ne'quali si triplica la terra conosciutaai tempi dei neri e dei bianchi, Dante rimane il gran testimonio del Diritto; tutti i nostri Stati si formanoe si sciolgonopiù volte senza che egli cessi di regnare; solo egli espone tutte le formeche il passato e l' avvenire possono prendere nelle menti italiane. Sotto i signori, quando Carlo IV imperatore sconvolge la penisola e vedesi poi la sua imponentereazione derisa a Milano e sconfitta a Siena, siamo ancora nell'Italia di Dante con un Cesare circondato-dai settarj e dai tiranni. Più tardi Ladislaoche conquistaRoma, • GaleazzoViscontiche si estende in Toscanae nelle Marche, il papa che esula a Bologna e l'imperatore Sigismondoche pericola a Cremona ricordano pure · i personaggi del grande interregno, cioè Cangrande vittorioso,Carlod'Angiòconquistatore,Bonifazio VIII agonizzante e Arrigo VII avvelenato. Benvenuto da Imola, che commentaDante nell'epoca del gran scisma, vorrebbeevocarlo per mostrargliredivivi i Capelletti e i Montecchi,le guerre civili e più che civili, e la terra lacerata al punto da lamentare la perduta felicità dei tiranni. L'Italia di LeoneX tenta invano di svellersi dal seno la freccia con cui Dante ha trafitto due secoli prima; i suoi capi, gli Sforza e i Borgia imitano ·ancora gli Ecelini e gli Obizzi dell'inferno dantesco; Roma vede ancora i suoi pontefici prigionieri della sommossa Colonnese,e Carlo
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