8 () - <) - alla Divina Commedia l' aspetto il più estesamente rivelatore sulla nazione italiana e sui popoli d' occidente. Ci resta, o signori, a pronunziare il nostro giudizio sulla forma e sul pensiero di Dante, vogliodire sull'apparato politico della sua teoria e sul principio al quale egli deve il fascino suo. La sua forma consiste, come abbiamo visto nell'impero, che egli estende alla terra tutta quanta, considerando il passato come una preparazione al dominio di un solo Cesare, e l'avvenire comeretaggio àssicurato dei successori di Augusto, di Carlo Ma-- gno e di Arrigo VII di Lussemburgo. Ora sinule concetio non è nè peregrino, nè potente, e tutti gli argomenti prodotti dal poeta possono ~evolmente esser ritorti contro di lui. Tale è la sorte di tutte le forme politiche,le quali essendoistromentidi una azione momentanea, presuppongonoistromentidi un genere opposto fra le mani degli avversarj; e siccome ogni campo ha i ·suoi uomini grandi, il più mediocre scrittore trova in sè stesso il diritto di resistere. E perchè non resistere~be? non ha egli il diritto di vivere, di nutrirsi , di essere dotto ed anche ignorante? Non rappresenta egli il diritto di attenersi alla legge, di compromettervise la violate senzadirlo, di deridervi se vi ingannate, e di voltarvi le spalle se ve ne appellateai vuoti spazj del futuro'! Perchè volete che riverisca le tesi implicite, le sup-- posizioni equivoche, le divinazioni incompreseche costituiscono il genio e che la posterità sola intende? . Si tratta ben altro che delle generazioni che popo-- leranno l'avvenire: il legato del. papa è a Bologna, Giovannidi Boemiagiungea Verona: che vogliono'! ...
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