Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

-7E che? Voi ci invitate allo spettacolodella nostra passata politica; voi ci promettete di farci rivedere uno ad uno gli anelli ·a.i·una catena chè risale fino all'era dei consoli, ed anche più lontano; ci dovete svelare teorie molteplici dove la repubblica, la monarchia e tutte le forme della tirannia e della libertà saranno svolte e ricompariranno colla forza e collo splendore dell' antico genio italiano ; voi dovet_e·evocare i nomi degli Sforza,dei Visconti, di Macchiavelli, di Dante; voi dovete farci rivivere un istante ne' tempi di lotte, di guerre, di stragi, in passati periodi, dove ogni cittadino trasportato dalla febbre del cospirare o del combattere immaginava ad ogni tratto complicatissimeribellioni che scuotevano il labirinto della politica italiana, e nessuna delle vostre parole desterà un sentimento-ne' nostri cuori; il r:e, il papa, l' imperatore, il tribuno, Cola di Rienzi e Marino Falieri passeranno dinanzi a noi senza che un pensiero di odio o di simpatia li riscontri ne' nostri amici o nei nemici nostri? Voi chiedete l' insensibilità quando si tratta di concetti che rivolgono· e capovolgono la nostra nazione, quando un'idea semispenta può ancora scoppiare in mezzo a noi coi rapidi disastri del fulmine? Come giungerete voi a separare la politica dalla politica? Sì, o signori, voi dimenticherete in questo recinto il momento che corre e le quotidiane agitazioni che fanno delirare le menti e che sciolgonole lingue prima che siano formati i pensieri. Noi parleremo della scienza che non varia, che ·considera le eterne condizioni della nostra natura, e nostro primo dovere sarà di romperei lacci che ci vincolanoalle circostanze tra le quali viviàmo, d'involarci agli uomini ed alle • I

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