,. ,, - 87 - contro i ne1nicisuoi? s'egli non socco1nbe,i suoi spasimi gli danno la seconda vista delle rivoluzioni e delle reazioni, per Iui il cuore umano più non batte a caso, per lui le vicissitudini più non ondeggiano staccate dalle loro cause. Egli sa-oramai perchè resistevangli gli antichi nemici, perchè stolidi pregiu- · dizii armeggiavanocon tanto orgoglio, perchè tante famiglie avventuravano la libertà e la vita per vendicare ~na ingiuria che~riducevasiad una parola, ad un ge$to; egli sa che la parola, il gesto, i più futili atti miravano a sciogliere l'antica spcietà e destavano sdegni che la nùova generazione mal poteva comprendere. Egli sa· altresì, perchè sì potente è l'onda della nuova rivoluzione,e l'acquistata esperienzapiù non consentendoglidi attribuirla ad una collerabrutale, ad un' insurfezioneimprovvisa,ad una ciecavendetta, l'obbliga_a spiegarla con un vasto disordine, al· quale obbediscono le moltitudini nelle loro irre-. sponsabili devastazioni. Quindi la prospettivadi Danteera la più vasta che fosse stata concessaad alcun mortale: nessun italiano aveva mai guardato il passato e l' avvenire da più grande altezz~; con S. Tomaso dominava la gloria di ,GregorioVII, di Carlo Magno,della Contessal\ilatilde, delle crociate; con ·sè .stessodominava il precipitarsi della nuova democraziaverso gli abissi del futuro: colla religione sentiva l'ordine perento; e.olla scienza il disordineimminente,e benchè false fossero le sue vedute, benchè un. giro dì eventi dovesse in pochi anni distruggere i falsi suoi sfondi sottom_ettendo i partiti all'imparzialità dei signori, pure il primo sorgere di un'aurora profana, in una mente a!).Cora ingombratadalle tenebre della teocrazia,dava
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