Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- - 86~ - .. LEZlONE XXII[. - CAMPANELLA (fine). Poesie del filosofo calabrese. - Parla come un angelo esigliato dal cielo. - Si fa uomo per combattere i tiranni della terra. - S(lera il millenio e lo predica all' ltalia. - Sua lunga prigionia. - Suoi colloq~j con Dio; - non cessa di credersi il nuovo Mosè dell'Italia. - Involato a Napoli, - fugge da Roma, - t.~dè venerato come negromante in Francia. - Giudizj contradittorj suHe sue dottrine; - autorizzati dalle contradizioni impostegli dalla decadenza italiana. - Ma egli é l'ultimo dei Romani - e compie il ciclo della tradizione unitaria e comunista. Pag. ?S8t . LEZ[ONE XXIV. - NuovA DECADENZA DELLA SCUOLA MONARCHICA, t 576-1649. l nferiorita degli scrittori governativi. - Scrittori che trattano del principe; - Stefano Guazzo, Vieri, Zambelìi, Prato, ecc. - Nauseabondo servi• lismo di Reste1li, Tomasi, Mengozzi. - Necessità dell'asineria e del servilismo nel reggjmento degli Stati - necessità dell'assolutismo nell' Italia del seicento. - Politici che trattano del cardinale - del governatore - dell'ambasciatore - e tutti di una lamentevole mediocrità . • 6! 7 LEZTONE xxv. - NUOVA DECADENZA DEI.LA SCUOLA MONARCHICA, ta7G-1649 (continuazione). J.' arte di far la corte decade alla volta sua - col firentino Ducci che predica l'egoismo, - con Sigismondo Sigismondi che predica il servilismo, - con Matteo Pellegrino che insegna convenire al savio l'esser' servile. - Trattati ironici sui cortigiani migliori dei serj. - Il conte cli Verrua caustico ed ingegnoso, - sua classificazione dei prelati della corte di Roma, - suoi precetti giusti e sprezzanti sull'arte di strisciare, - Manoscritto anonimo detto dello Scaltrito, - sue finissime osservazioni ·sull'arte di uccellare gli impieghi. - Onesta indipendenza del tardinale Federico Borromeo. - Ultima conclusione sull' arte di far la corte. - Scrittori che aspirano a dar 1Jrecetli ai ministri di Stato. - Decadenza della scuola di Guicciardini - dovuta al servilismo, - mentre gli stessi precetti diventano ardili ed ingegnosi sulle labbra dei ribelli spagnuoli. - Sammarco scrive il suo trattato Delle mutazioni dei t·eg_ni contro le rivoluzioni ed i rivoluzionari di ogni paese • • • • • 6H LEZIONE XXVI. -· DISPARIZIONE DELLE SOOOLE ITALIANE, 1650-1707. t1'ine delJe scuole italiane, - dimostrata statisticamente dalla bibliografia politica, - e moralmente dall'estrema mediocrità degli scrittori che iiSI>irano a continuare il Bottero o gli avversarj suoi, - siano essi taci• ' tisli, - repubblicani, - o monarchici. - L' unione dei due poteri sfugge alle forme go-vernative. - Cercata oramai nel campo del diritto - da un anonimo naroletano inedito - che dichiara inutili i precetti ; - da Antinori parimenti inedito, - che insegna doversi laJciare il mondo al S\lO çorso naturale; - da parecchi scrittori satirici, di eui il migliore, Gregorio Lett, diventa narratore e moralista; - dal mauoscritto della Magliabecchiana sugli Arcani dei principi d' ltalta, - che- suppone a.nch' ~so bastare i fatti ad illuminare i politici. - Sua descrizione 4eUa cabala pouUOcia- e delle signorie italiane • • • • ~ • • • G1J

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==