Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 786 - brandisce la spada del credente pronto a spodestare lo stesso re,. dove ciò fosse necessario. Egli vuole che la religione regni, che la politica le sia sotto-- posta, che i vescovi siano giudici, che gli eretici siano distrutti e con quest'intento copia S. Tomasoe Bottero, e li traduce nelle forme spagnuole, deliberato sopratutto ad esterminare la politica di Macchiavelli che accoppia con Lutero come i nostri più asineschi scrittori. Ma qual differenza tra la triviale ignoranza dei nostri e l'odio chiaroveggente del gesuita spagnuolo? « Dopo che, dice egli, le eresie sparse dal » _medesimo Satana hanno infettate la Francia , le » Fiandre, la Scozia, l'Inghilterra ed altre provincie » divorate dal loro fuoco infernale, le calatnità che » soffrono da questo incendio non sono tante nè sì >) grandi come quelle cagionate dalla dottrina di Mac- >) chiavelli e dal mostro esiziale della R~giondi Stato. >) Perchè sono tanti i discepoli di quest'empio mae- » stro, tanti i politici che col nome di cristiani per- >) seguitano Gesù Cristo, che non facilmente si può » credere nè il loro numero, nè i danni che fanno, >> nè lo stato lagrimevole nel quale tengono la repub- » blica cristiana. Gli eretici, coll'esser scintille del- » l'inferno e nemici della religione professano pure ». qualche religione, ed ai molti loro errori mesco- » lano alcune verità. I politici e discepoli di Macchia- • velli non hanno religione di sorta e poco loro im- » porta. che sia un culto vero o falso, purchè ubbi • » disca alla loro Ragion di Stato. Quindi gli eretici • lasciano parte della religione, i politici la rinne- » gano tutta; i primi sono nemici scoperti da cui » possiamo guardarci, ma i politici sono amici finti, » veri nemici domestici che simili a Giuda uccidono

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