- 77 - noi il suo vanto di"essersi fattoparte da. sè stesso? Ma se egli fosse stato solo si sarebbe perduto nel vuoto; nè guelfonè ghibellino, nessun' ira l'avrebbe agitato e avrebbe allegramente traditi i capi delle opposteparti imitando i signori da lui nè so_spettati nè intesi. Costrettodi assegnargliun posto tra i suoi contemporanei,non posso dispensarmi dall'accettare alla-lettera l'editto che lo esigliada Firenze <t9icapi dellaparte bianca, volgarmenteper abbreviazionepoi detta dagli scrittori ghibellina. Egli era adunque un bianco, per tale lo mostrava a dito la moltitudine cui compete senz_aappello il diritto di classificarei partiti, e questa .semplicee volgare indicazionerischiara subitamentela DivinaCommediacon una precisione che manca al Trattato della Monarchia. Sorge adunque il poeta tra i guelfi di S. Tomaso già nemici e vittoriosidei primi ghibellini, che avevano scacciati da Firenzee schiacciatiovunquè.Essi avevano fondato nuovi governi; per raggiungere lo scopo dell' unione e della forza avevano voluto che la bandiera, il comune, i capi, le alleanze, ogni cosa fosse·guelfa; guelfi erano gli emblemi,gli usi, le vesti, e consideravasicomè traditore o almeno . come nemico della patria ogni uomodi parte diversa. Ma il malcontento,questo·fomite eterno di ogni innovazioneera forse svanito? Col terrore organizzato potevasi forse fermate la vita civile nel suo corso? Spegnevasiforse il desideriodi innovare, di , estenderegli ordini, di allargare il governo?Cessavano • forse i .bisognicrescentidella plebe? E poichèguelfo .era il governo,guelfala legge,maledettoe stoltoogni più antièo ordine ghtbellino, come mai progredire .senza insorgere? come insorgere senza oltrepassare ì
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