• - 784: - , Ma non difende egli la libertà dei lords, la costituzione che detta le volgari pagine di De l'Olme; egli difende la libertà della guerra, la libertà che fa ammirare la Grecia agitata, che fa tremare Susa e Babilonia, che anima I 'Italia dei papi e dei tiranni, e che disprezza ogni governo tranquillo e sonnolento con1eque1li di Bisanzio e de1la Spagna. Il polacco Im-hofI e il danese Stelpens citando i concittadini di Macchiavelli attestano la loro influenza anche tra i barbari, n1aivi i politici sono rari o sconosciuti,e concluderòparlandovi degli Spagnuoli nostri antichi signori, di cui siete forse curiosi di conoscere le teorie politiche. In breve mi sarà facile il soddisfarvi.Essi sono grandi, impavidinella guerra, · potenti nel governo, alteri nella difesadell'onor loro, fedelissimi alle poetiche e gigantescheloro tradizioni, ma regnano sul mondo e sono capi di una reazione cattolica e universale a patto di esser muti come gli eunuchi del serraglio, a.patto di limitarsi all'uccisione dei Saraceni e degli eretici; sono infine·semplici matamori che copiano o combattono i nostri scrittori. a profitto del re di Madrid. I loro tentativi su questa via non contano, e le stesse istruzioni ufficiali ,•di Carlo V a suo figlio e di Filippo II al suo successore nulla e"insegnano. Dove troveremonoi dun- •iue l'estro ispanico? Comedappertutto, negli scrittori opponenti, presso i ribelli e sì profondamente conservatrice è la Spagna che i suoi rivoluzionarj sono ,,l\'Iariana, Ribadeneyra, Graciano, gli scrittori del1' ordine di Gesù. I gesuiti pensano, agiscono con moto proprio, difendono una causa non ispanica, non imprigionata nella Ragion di Stato madrilena; perseguitati e martiri, qual meraviglia che siano gli
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