Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

• - 783 - -dissoluzione.Senza u11itànessuna sociela, e voi credereste che egli rappresenti il genio del male e che il suo Leviatan divori ogni virtù; ma quali sono le sue vittime?I.nobili, i grandi, gli uomini della legge, gli uomini dai diritti assurdi, dalla discendenza normanna, dalle cospirazioni pontificie, dalle sedizioni religiose, e, secondo il dire di Rousseau, vien combattuto meno per il male da lui difeso che per la verità da lui annunziata, che cioè la società deve essere una contro ogni divisione religiosa, politica contro ogni ribellione ecclesiastica. Anche Filmer proclamaper altre ragioni, l'assolutismo che deduce dalla tradizione dei patriarchi e dalla natura dell'uomo, considerando le repubbliche come governi ribelli, colpevoli, cagionati dalle cadute dell'uomo, dall'orgogliodi Lucifero e condannati a sceneperpetuamente tragiche e crudeli. Rivoluzioneo reazione la monarchia inspira gli Inglesi, e ne vedete l' apoteosi aperta in Gil)bonche scrive la Storiadei cesari, supposta in Robertsonche pubblica la Storiadi Carlo Quinto. In verità non sono assolutisti nè 1-Iarrington,nè Sidney; ma il primo era al seguito di CarloI, e se lo lasciavaper diventar repubblicano e propugnatore di un'eguaglianza inaudita, il livello che aveva tra le mani, suppone pure il peso dell'assolutismopreconcetto-per comprimeretanta diversitàdi tradizioni protetta dalla legge. Quanto a Sidney il caso vuole che nasca nei giorni nefasti di una reazione, che _ debba combattere il re coi furori della libertà, e che ubbidiente.per semprealla legge dello spiritoumano, la quale concedeil genioagli oppositori,egli giunga alla posterità pagando la sua gloria colla sua testa. ~t -

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