Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 781 - a quelle del regno di Francia. Posso quindi parlarvi di Harrington-, di Bucanam, del re Giacomo e di tanti altri tutti scrittorLgiuridici, tutti della famiglia di Grozio,.di Puffendorf, di Barbeyrac, piuttosto che dei politici italiani? Qual idea Milton o Locke prendevano da Macchiavelli o da Egidio Colonna? Bellenden solo nel 1618 richiama la maniera italiana nel suo libro De Statu, ma lungi dal meritare gli elogi di Hallam, che lo paragona a Vico, non merita di esser posto a livello di Bott~ro.Come istorico procede a caso, comepolitico è volgarmente ciceroniano, come pensatore non emette alcun' idea nuova; i suoi due tipi Delprincipee del senatore, non offrono alcun valore nè di penna, nè di mente. Da ultimovorrei citare con deferenzaGordon, che chiude nel 1728 la serie dei tacitisti, ma come mai tributare lodi alla perpetua dabbenaggine di quest'uomo, che spaccia sermoni e. massime a bizeffe senza ·sospettare che lo storico romano da lui ammirato e gli assiomi stoici che lo sbalordiscono pigliano forza dell' amara misantropia che permette di sviluppare liberamente le più crudeli verità? Tacito conosce l' arte di salire coll'ingiustizia, vi fa pensare , sa che i cesari si sono innalzati, succeduti, calpestando tutte le libertà e procedendo colle leggi di lesa maestà, colle apoteosi mentitrici, colle sfrenate adulazioni , cogli innumerevoli delatori, coi sicarj patentati, colle continue stragi. E siccome disprezza il successo nella regione sublunare, dove si strascinano i miseri trionfi dei mortali, in mezzo alle peripezie delle battaglie, gli è permesso di es.porrela politica protetta dagli dei favorevoli alle corti e da lui non curata: chi preferiva i Germani ai Romani.poteva.

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