Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 779 - Milanoali' .Austriaper farne il centro di una nuova azione? A che intese Napoleone III, se non a collocare il re di Sardegna a Milano,perchè nessun principe italiano più non potesse seguire la politica di Vienna? - Altri consiglisembranoancora essi dettati dei ·nostri t~mpi ed il duodecimoed ultimo che tutti li riassume, dice che l'arte della Francia consiste « nell'insidiaregli Austriacicolleparole tanto • nelle transazionidi pace che in quelle di guerra, nel » sorprenderli quando sono assaliti da nemici interni » od esterni, e quando credonsisicuriper le promesse » ad essi fatte;nel moltopromettere in fattodi alleanze » o di soccorsiai principiostili all'Austria o ai ribelli » suoi;nel nonmantenerechelepromesseutiliallastessa » Francia come nelle paci di Madrid, di Londra, di » Verdun, di W estfalia,ecc., nell'immaginarepretesti » comenell'occupazionedell'Alsazia,e nella riunione • delle dipendenze,e finalmentenel riporre ogni di- » ritto nelle armi come si vide ne' tempi di Luigi XI, » di Francesco I, ~i Carlo IX, di ArrigoIV e di Lo- » dovico XIII, senza;parlare del suo prepotente suc• • cessore. » Il genio germanicosorgecome in Francia, là dove finisce l' influenza italiana nel campo del diritto; invano l'Italia vorrebbe emulare Grozio e i suoi discepoli;invano vorrebba contendergli la forza giuridica collaquale domina i fenomenidella storia. r ino dal t604 Richter pubblicandoper la seconda volta il suo libro degli Assiomipolitici, di cui mai non ho potuto vedere la prima edizione, ci giunge nuovo come se la politica italiana non avesseesistito. Egli · .parla per il primo delle rivoluzioni fatali degli imp~ri, dei grandi periodi che mutano ad ogni einqui-

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