Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 776 - serverete 1negliol'ortodossia del territorio vostro, e per giunta una vasta descrizione del corpo germanico sì poco conosciuto vi servirà di guida se siete tedeschi. l\ilanulla di comune tra un manuale ed un libro. Per ragioni analoghe non posso parlare delle venti opere di Boxhorn, di Crescentins che copia Clapmario e che vi aggiunge l'arte di sollecitare (ars ambiendi) e neppure di Efferen, di Schenborn, di Conrig, di Felwiger e ancoramenodel Daniele di Contzen, del Politicoscellerato di Pelleri, e della Meteorologia filosoficapolitica di Celestino che accoppia di continuo i fenomeni fisici ai politici, parlandovi, per esempio, dei fuochi fatui e dell'ambizione, dei draghi alati e delle calunnie, cose che connette coll'ajuto di altrettante incisioni simboliche. Per ben dominare gli scrittori tedeschi sarebbe • forse necessario di divider1i per regioni, e di classificarli secondo la storia dei rispettivi governi; dato che la fraternità federale non confonda le parti, si conquisterebbe allora una guida che supplirebbe alla mancanza dell'unità francese sì utile nel semplificare ogni classificazione. Ma se gli scrittori fiamminghi e gli austriaci mostransi in generalepiù desti e più positivi cotne lo provano Chokier, Forstener, Ciriacoe Pelzhoffer, l'eccessiva complicazionedel labirinto ger1nanico toglie il valore alle stesse diffe.. renze ora moltiplicandole, ora rendendole affatto astratte , e per darvi un' idea del moto delle teorie tedesche sono ridotto a citarvi due scrittori i qual i posteriori alla pace di Westfalia rappresentano italianamente l'uno contro l'altro i due grandi partiti di quella terra. \

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