Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 76 - il progresso della democraziada lui protetta, !Jla che all'istante di concludereal dominiodel ponteficeegli proclama la supremaziadell' imperatore per stabilire il regno della scienza controla democraziache straripa. A questomirava il Trattatodellamonarchia colle sue apparenti stranezze,a ciò pure mirava la Divina Commedia, specchio magico delle teorie ghibelline. Non pertanto numerosi sono i commentatori della Divina Commedia,ed ancora oggidì si discute del .suo significato, delle sue dottrine e del merito suo, nè mancano i sistemi che laboriosamente rivendi- ... e:lno in sensi diversi ed oppostiogni canto del poeta italiano. Il corsodelle nostre ricerche c'impone ad~nque di esaminarese il nostro commentopoliticodella Divina Commediavale a chiarirne le scene istoriche e ad apprezzare l' utopia che le informa. Eccoci '.al cimentodi un'applicazionein preferenzadi numerosi avversarj. AvevaDante il buon tempo, dicevanoBettinelli e Voltaire, di pretendere che lo si seguissein un' iliade di andirivieni a traverso tutti gli eroi antichi e moderni, accatastati in mezzoad una folladi Fiorentini di sua conoscenza.La più variata erudizione basta appena ad intendere le sue innumerevoliallusioni, e quando se ne vuol trarre un sistema i più dotti le dichiarano dettatedai capricci della collera. Di fatto, dicono essi, qual partito potevasuggerirle, Pos~iamo noi determinare qual fosse il partito stesso di Dante? È noto che MatteoVillani chiama il poeta un caro guelfo, non si può dubitare nel tempo stesso che egli stringessela mano ghibellinadei signori,diVeronae di Ravenna, e al certo nel suo Paradiso i ·santima- ..lediconoegualmente i guelfie i ghibellini.Accetteremo

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