Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 775 - sono i migliori consiglieri ed evoca dodici re dalla loro tomba per tracciare il modello del perfetto principe. Qui Teodorico, Giustiniano, Carlo Magno, Ottenne I·, Rodolfo d'Absbourg e Carlo Quinto fanno intendere la loro voce sepolcrale, per raddoppiare il furore delle crociate e dell'inquisizione contro i discepoli di Lutero. Ma la scintilla del genio gli manca e benchè più simmetrico e più istrutto dello stesso Macchiavellinulla v' insegna, e solo .gli trovate la fredda riflessione del consigliere aulico che sa doversi comportare in modo vario il re di Boemia, il senato di Francofo,te, il vescovo di Trento e il Duca di Wurtemberg. Più abile, più nuovo Forstener, ammiratore di Campanella,deve agli scrittori italiani molte riflessionimaliziosissimee giustissime, eh'egli espone senza cattiveria, senza fiele, senzaaffettazione copimentando Tacito. Ciriaco e Mevio sono anch'essi commentatori di Tacito senza però uscire dalla sfera della mediocrità. Altri si dilettano di dipingere le virtù dei principi , le vicissitudini degli Stati, i vantaggideli~ repubblica o della monarchia,le peripezie dei cortigiani, dei favoriti, i pericoli delle sedizioni, del terrore, dell'indulgenza, e qui pure la loro aria di cerimonia contrasta piacevolmentecolla insidiosa e· faceta mobilità della materia. l(niken si distingue pubblicando il più vasto tra i manuali, e vi si trova di tutto, non un caso dimenticato, non un vezzo intralasciato, non una burla politica che non sia seriamente classificata. Se volete viaggiare voi · troverete il vostro capitolo Deperigrinatione e tutti i vantaggi che secondogli scrittori antichi e moderni si traggonodal visitare i paesi esteri; se voletestar fermo, sarete egualmente consolati vedendo che così con- •

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