- 77~ - settanta scrittori; ma senza parlare nè di Fritz, nè di Casen1ann, nè di Bornitz o di Fesseling, o di altri politici, il cui nome sarà pronunziato una volta ad ogni cento anni all'occasionedella compra e vendita delle grandi biblioteche; basterà il dire che Lipsio, il primo che si facca notare colle sue idee imitate dall'Italia, ne dissimula la vivace arditezza con sì sciapiti palliativi, e cade talmente al disotto de' suoi modelli che l' italiano Cati traducendolo ed annotandolo lo sorpassa senza pensarci neppure. Almeno quest' ultimo non è nè accademico, nè timorato; le sue note petulanti e colorate si schierano con naturalezza amena e la sua erudizione attinta nelle rivoluzioni d'Italia e dalle altre nazioni offre un'attrattiva che invano si cercherebbe nel testo. Dopo Lipsiogiunge Clapmario, nome che ostinata1nente ricompare in una quantità di opere italiane ed estere a causa certo della solenne buona fede colla quale egli espone l'uno dopo l'altro tutti i 1nisteri od arcani dei re, delle plebi e dei senati in ogni circostanza escogitabile. Ogni malizia vi si trova, per così dire, infissa su di una spilla come una farfalla disseccata, e le false malizie, arcana rnania, vi si scorgono alla vòlta loro in mostra, affinchè ogni studiosopossa apprezzare da sè la forza e la qualità di ogni burla antica e moderna. Molte citazioni greche, latine e germaniche concentrate in poche parole con laconismo catlcdraticofanno risaltare la tetra maestà di questo lavoro, e quando se ne è finita la lettura si prova la soddisfazionedi avere alla fine trovato un dottore completo. Sedici anni più tardi Scioppius, l'uno degli imbroglioni più fanatici della reazione, dice che i morti I
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