Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

• • - 767 - dando al despotismo di poter reggere i grandi Stati, Montesquieunon gli dà forse intera vittoria? non sono forse i grandi Stati i più potenti? Stranissima cosa è poi, che dopo di avere esaminato con tanta penetrazionele leggi del medio evo, dopo di averne scoperte la meravigliosaarmonia, dopodi aver spinto le giustificazionistoriche fino ad assolvere la giurisprudenza del ferro caldo e dell'acqua bollente, l'autore Dellospiritodelleleggi si fermisubitamentein faccia a Luigi XIV e creda debole un governovittorioso e pericolose quelle irruzioni o conquiste momentanee che tanto atterrisconoi nemici di Parigi. E che? i migliorigoverni di Olanda, di Germania, d'Inghilterra valevano dunque meno del peggiore tra i governi? qual contraddizione!Ciòbasti per persuadervi che l'originalità francese sta nel diritto, nella protesta, nell'audacissima insurrezione; il resto in politica procede a caso, e quindi non vi parlerò nè di Voltaire ammiratore di Montesquieu,nè di Rousseau, nel quale rinascono Boethie e Langlet, e d'altronde le pagine sull'eguaglianzadegli uomini o sullo stato di natura, sono anch'esse dettate dalla scienza della legislazioneche si estende a tutto per rifare le na- • • ZlOill. Riassumiamoci:un rivoluzionarioimmaginòdi sottomettere la Francia ad un dittatore, il quale incatenato nel proprio palazzo avrebbe disposto della vita di tutti: questo dittatore simboleggiala politica italiana della scuolamonarchica; imprigionata,incatenata in Italia, a' suoi cenni cadono le teste dei Francesi , tutti i regj di Parigi ascoltano i suoi consigli , tutti gli amici di Catterina de' Medici, di Richelieu, di LuigiXIV eseguisconogli ordini suoi e 50

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