- 76i - Questa, o Signori, è la celebre teoria delle rivoluzioni. l\'Ia se noi amiamo in Bodin l'amico della libertà , il difensore della democrazia, noi non sapremmo seguirlo come artista delle forme politiche comecontinuatorede' suoi predecessorid'Italia.Perchè quanto c'importa di conoscere nelle rivoluzioninon è !"astratta possibilità delle loro produzioneo il numero vuoto delle loro variazioni.Quest'enumerazione abbraccia egualmente il reale ed il possibiJe, le rivoluzioni nella loro manifestazione storica e nella loro produzione accidentale o ipotetica e nulla ha di comune colle leggi stesse delle .rivoluzioni che punto non rimangono indecise tra le ventiquattro alternative di Bodin. Noi sappiamoche domani potrà scoppiare una rivoluzione in Francia, ma sappiamo quale rivoluzione, e la nostra previdenza ammette tutt' al più la latitudine di due forme.Dicasilo stesso del nostro regno che sarebbe in balia del caso se domani potesse avere un numero lato di alternative. Nè basta il dichiarare in modo generico che , per esempio, si può passare dalla monarchia alla democrazia; nulla di più vero, ma in qual caso si opera adunque questo passaggio?da quali circostanze viene desso reso effimero come nella Francia del • i 792? come mai diventa altre volte durevole come nei cantoni Svizzeri, espulsi gli Austriaci? Qual è l'andamento delle rivoluzioni? come nascono'! come si risolvono~ questi problemi e cento altri sfuggono altro scrittore francese che conserva del resto il merito della descrizionegiuridica in modo che il diritto storico in lui supplisce qualche volta alla politica. Per tal guisa i politici francesi si lasciano condurre dalla giurisprudenza all' eudomonologia cioè •
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