Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 761 - in fine la sua erudizioneinvestigatrice, il suo indagare sempre sull'orlo degli abissi, dove mai non cade? siamod'accordo, ma il talento non è genio e la libertà non è talento, nè io ammetto tra i politici Mornay, che scrive da ugonotto contro i papi, Rose e Boucher che perorano in favor della democrazia cattolica e De la Noue che attribuisce i disordini della Francia all'empietàed ai peccatidei Francesi, perduti dalla lettura dell' Amadigidi Gallia e del Principe di Macchiavelli. Da ultimo Ja teoria di Bodin sulle rivoluzioni, · questa teoria di cui si ·è tanto parlato nelle scuole, non offre alcun'utilità nè storica, nè pratica e si riduce alle alternative puramentedialetticheche presenta l'astratta possibilità di una mutazione dal n10mento in cui vien posta sullo scacchieredelle forme peripatetiche. Essendovi tre forme, la democrazia., l'aristocrazia, la monarchia, Bodin ne deduce che tutte le rivoluzionipossibili si riduconoa sei, perchè necessariamente la. democrazia non può passare che all'aristocrazia o alla monarchia; l'aristocrazia alla _ democrazia o alla monarchia, la monarchiaalla democrazia o all'aristocrazia. A quest'enumerazionedi semplici possibilità Bodin aggiung~che ogni forn1a potendo essere signorile, libera o tirannica, ogni forma contiene alla volta sua la possibilità di sei altre rivoluzioni, passando dallo stato signorileal libero o al tirannico, dal libero al signorile o al ti-- rannico, dal tirannico al libero o al signorile.Eccovi adunque in primo luogosei rivoluzioniessenziali per la transizione da una forma all'altra, poi altre diciotto di grado perchè ciascuna delle tre forme può darne sei senza uscire dal proprio perimetro. • •

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==