Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 760 - denziali che Io classificano alla fine tra gli scrittori politici. Qui ancora la sua forzaparagonata con quella degH Italiani è ben distinta e meramentegiuridica. Vi piace d'intenderlo come onesto consigliere 1narimanete sempre estranei al capo regnante; lo ammirate nelle sue ingegnose discussioni, ma siete raramente nel campodel governo;lo trovate sempreardito, sem-- pre persuaso che i consiglieri del re possono esser pirati come quelli d'Alessandro, che il papa di Roma rassomiglia al Califfo di Bagdad, ma non insegna ad ingannare, diffida dell'individuo, camn1inacolle moltitudinie da ultimo nel mentre che egli passa!al vagliotutte le tradizioni della politica, i problemi gli escono di mano come li ha ricevuti da' suoi predecessori, senza che le sue soluzioni lascino traccia alcuna nella storia della scienza.Di fatto qual idea gli dobbian10noi? se non ama magistrature perpetue, in ciò Macchiavelli e ben altri lo hanno prevenuto; se egli si sdegna contro la venalità delle cariche che . defrauda il merito, la morale sola detta le sue riflessioni, la giustizia sola lo rende uomo politico; se diffida della concordia tra i grandi funzionarj di una monarchia, benchè la raccomandi ai piccoli funzionarj della democrazia, questa è mera particolarità, e l'apologia costituzionale ~ella concordante discordia non basta per costituire un autore: lodate voi il suo ruggito contro l'usura o la sua malizia quando mostra i malandrini spesso superiori ai re e il sultano più religiosamentetollerante del re di Francia? Lo lodate voi quando si scatena contro la guerra, contro le conquist~,questi due bi-- sogni cui la Francia sacrifica ogni libertà? Vi piace

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