- 757 - paragone tra la n1onarchiaelettiva e l'ereditaria sia mera tesi da scuola! Priezac che continua a copiare gli Italiani sotto l'aspettodella monarchia, scrive con coscienza sì larga che venti uomini dalla maschera di ferro potrebbero passarvi di fronte; secondo lui lice ogni cosa al re che impedisce il ritorno della fronda. ~la dov'è il brio di Naudée? Dovela forma di Balzac? Mugnier, Bourshaut, Scnault ed altri ci consolanodei nostri più stolidi somari. 4~lcunidi essi. decantano il potere miracoloso del loro re che guarisce i suoi sudditi dal male delle scrofole e per avere un riflesso teoricodella 1nonarchiadi Versailles, siamo ridotti ad Amelot de la Haussaie che si limita a raccoglierele migliorinote della scuola veneta e della tradizione taciliana. Indifferente tra il vizio e la virtù, il suo Tiberio è il princeps successor, il sovrano ereditario circondato da mille pericoli e da cui dipende la salvezza di tutti; nessuna giustizia può dirsi superiore alla sua, tutti i mezzi gli sono consigli~ti dai cesari e dalle repubbliche, e questa volta egli sovrasta al primo ministro e ad ogni ministro, sia che precipiti Sejano nell' abisso, sia che schiacci gli uomini da sacco e da corda che cortigiani, spioni e zelanti , più temibili dei ladri , commettonoogni giorno mille eccessi a nome del sovrano. Il Tiberio d'Amelot non è morto, è quadro nazionale come il Tribuno di Balzac o il Re di Naudée; tiene semprenelle tipiche sue linee il silenzio, l'equivoeo, la sorpresa, i confidenti rivalizzati di chi deve reggere la Francia, e comandarleimperiosamenteciò· che essa vuole sotto pena di una pubblica calamità se non ne previene i mobi1idesiderj e i subiti tra-
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