Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 752 - , tranquilli e inosservati nelle vie di Parigi , l' alta nobiltà borbonica frequenta la corte, dappertutto si ubbidisce ad un semplice rescritto del principe, ad un sen1pliceordine d'arresto. Istessamente dopo gli scoppj del 1830 e del 1.848, dopo tanti clamorosi dibattimenti, le più grandi riforme si compiono silenziosamente cogli editti del capo, e la Bastiglia risorge a Mazas, e la Francia è tale che i lasciati liberi non sono più temibili degli incarcerati e che il rigore delle leggi non essendo più necessarie sono date le più ampie amnistie. Altrove celebrando la prosperità crescente, la ricchezza stravagante della monarchia ·ristabilita, la felicità industriale e commerciale subitamente creata colla sicurezza del despotismo, Balzac conclude che << gli abitanti stessi delle città spianate trovandosi •) più agiati adorano il loro distruttore, e che sarebbe » ingrata la Francia non appassionandosi per il suo » re. >> Nè crediate che siavi esagerazione in queste parole; i trabalzi della politica francese sono sempre susseguiti dai trabalzi della finanza, e questi sono sì vistosi e universali, travolgono tutte le fortune private con tal prepotenza che le felicità pubbliche della monarchia, colmano di gioia i suoi nemici stessi,· i quali essendo alla loro volta proprietarj, capitalisti, mercanti , professionisti, operai come i loro avversarj , trovansi inopinatamente arricchiti dalla loro stessa sconfitta: e Lyon avrebbe benedetto l'imperatore quand'anche Napoleone I fosse stato il suo distruttore, e sotto di lui tutti i convenzionali moltiplicavano le loro sostanze vivendo nella nuova Parigi del doppio più grande dell'antica.. In altre pagine Balzac parla dei capi della rivo-

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