Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 7li7 - amnistie,i suoi intervalli. Che se la vostra collezione risalisse fino a Carlo V, presto giungerebbe l'istante in cui le monete vi presenterebbero uno stampo perduto, vezziparticolari,immaginiinimitabilicomequelle degli antichi pittori. Trattasi adunque non di studiare isolatamente i singoli libri de' politici esteri, non di raccoglierne le citazioni o le imitazioni dall'italiano, ma solo di dominarne le collezioni giacenti nelle biblioteche di Francia, di Germania,d'Inghilterra e di Spagna. Si dominanopoi coli'unico riflesso che sono mediocri; sono quindi governativi; potete scomettere di trovarli tutti al seguito dei rispettivi sovrani; celebrano essi la politica regnante in casa loro, e copiano tutti i nostri sommi, o per esterrninare i loro oppositori o per difendersi contro di essi. Ne consegue che i nostri sommi, sempre perseguitati sulle nostre terre , sempre al bando de' nostri governi , sempre infelicissimi da Dante sino a Boccalini, escrcita~do all'estero la loro influenza cogli uomini mediocri e governativi.sono, per così dire, i re dell'Europa regnante. Que~to solo criterio basterà a dirigere ogni nostra ricerca per quanto complicato sia il labirinto delle contradizioni politiche. Prendiamo la Francia. Essa è monarchia, la sua legge è regia e si desta come abbiam detto al suono delle campane della Sainte-Barthelemy;da quest' istante le statue stesse de' suoi re sembrano animarsi sulle tombe di S. Denys, che l'arte scioglieper sempre dalle linee stincate e dagli abbozziinformidell'era anteriore. Più tardi la Francia non progrediscese non perfezionando la Sainte-Barthelemy;che cosa fa Richelieu 'l opprime i protestanti alla Rochelle.Che cosa fa Luigi XIV 'l li bandisce dal regno e quindi i più

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