Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

. ' \ - 7~6 - soggetto da obbligarmi, per cosi dire, a raddoppiare il mio corso. Ma l' argomento si semplificameravigliosamente se riflettete che su cinquecento politici esteri, duecentocinquantarappresentanoinsurrezioni, repressioni, attitudini , guerre e idee a noi estranee per modo che sfuggono interamente all' influenza italiana. Gli altri duecentocinquantaci rendono anche troppo facile la nostra missione, perchè sono essi umili discepoli, uomini mediocri, puri commentatori, brevemente semplici ripetitori, ed io non posso ripetermi, e già s'intende che ogni grande ingegnodoveva trarre al suo seguitoun corteggiodi politiciminori. Ora, se i nomi di Fra Paolo Sarpi e di Campanellaappartengonoalla storia, se la scienza li reclama, quelli dei loro annotatori non cadono forse da sè stessi nell'oscuritàdella bibliografiae nel dominio della semplice erudizione? Il parlarne minutamente tornerebbe quanto l'enumerare gli editori di Dante o di Macchiavelli. Se non che ogni cosa, ancorchèmediocre,acquista pure qualche importanza,quandomessa al posto suo nel museo delle umane curiosità. Unamedaglia,una moneta supponete da cinque franchi, non è gran cosa, può trovarsi nello scrigno di un banchiere senza convertirlo in un gabinetto numismaticoe al eerto voi non studiate le monete da Carlo Alberto a Vittorio Emanuele. Ma immaginateuna collezione di tutte le monete da cinquefranchiconiate in Italia dal 1789 fino ad oggi; voi vedrete una serie ordinata d'immagini; il muto loro rilievo parlerà alla mente vostra; le impercettibili diversità del conio, della lega, degli emblemi, acquisteranno un senso;, voi sentirete l'azione misteriosa del tempo, le sue •

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