Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 735 -· zione, perchè da ultimo l'apologista del despotismo giungendo allo spaventevole despotismo di Robespierre doveva fermarsi per sernpre, e dopo di aver vissuto in quell'istante, in quel lampo della storia, doveva rimanere solo, silenzioso, estraneo a tutti gli uomini, nµlla avendo di comune con lui nè gli assassini di Robespierre, nè il generai Bonaparte, nè quelli dell'Austria o dei principi decaduti. Non posso parlare del piemonteseAlfieri, che all'oppostodel lombardoGoranimaledivala Francia nel momento più tragico della sua rivoluzione; l'Alfieri cominciavaa scriveredi politicasolodopo il 1789.Non vi parlerò neppurenè di Beccaria,nè di Filangeri che appartengono alla scienza della legislazione, e per rimanere nel periodo e nel soggetto da noi prescelto, passerò ad AgatopistoCromazianoche oltrepassa il Gorani col suo libro Delle conquistecelebriesam,inate col diritto naturaledellegenti. Il Cromazianoo piuttosto il padre AppianoBuonafede,taglia l'albero della vecchia politica fin dalla radice, combattendo le conquiste sotto qualsiasi fortna si presentino, e voi ben intendete, o Signori, che tolte le conquiste, è tolto di mezzo ogni impero e soppresso l'impero svanisce pure il papato che lo presuppone,e allora a che possono mai servire tante stregherìe e fio.. rentinerie per usurpare le parti di pontefice, d' imperatore o di condottiere 'l · Agatopisto Cromaziano non accorda a Macchia- - velli, che le conquiste servano ad estendere le frontiere, nè a Grozioche siano necessarie per mettere il nemico nell'impossibilità di rinnovare la guerra, nè agli storici che abbiano colmatodi glorie gli Assirj, gli Egizj, i Persiani, i Greci, i ~lacedoni,nè punto 48 , •

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