Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 730 - quali regole si distingueranno sul can1podi battaglia gli amici del re dagli amici del Giannone,e ne consegue che l'onestissimo Gorini acquista la peggiore tra le qualità che possano affliggere uno scrittore, quella cioèdi essere sbiadito. Egli non ottenne altro risultato che di vedersi condannato dalla corte· di . l{oma e di sfuggire ad ogni persecuzione della corte cli Torino, grazie all' inerte legalità dell'Austria che 1o proteggeva in Lombardia. Al marchese Gorini Cario succede circa quindici. anni più tardi un altro patrizio milanese, il conte Gorani, che dà forma più stretta e più moderna alla riunione dei due poteri, col suo libro Del vero despotismo. Questo titolo vi farà sorridere, e forse potrete a stento capacitarvi che uno scrittore assennato abbia potuto sceglierlo come bandiera della sua dottrina: ma il linguaggio politico varia da una generazione all'altra; spesso una parola in un tempo odiata, diventa accetta in altro tempo; e poicltè Radicati, Giannone e Gorini si voltavano al potere assoluto dei re, per qual ragione Gorani non avrebbe generalizzato questo concetto, invocando il despotisino in astratto , senza differenza di persona o di nazione ? - Secondo lui , nei momenti più solenni, i popoli procedono col potere unico di un capo fatto arbitro supremo. Se vi obbligate, dice egli, a consultare le assemblee, se subordinate le vostre decisioni all'altrui volontà, se vi lasciate affrazionare i poteri, se permettete che vi si tolga la facoltà legislativa o l'esecutiva, voi perdete ogni forza; se rispettate ogni diritto acquisito, voi cadete egualmente nell' impossibilità di decretare la menoma riforma, e ne consegue che il despotismo è necessario a rigenerare

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