• - 729 - svincolarsi dall'implacabile rigore delle 1eggie daJla sfrenata anarchia delle parti; egli sopprime i guelfi e i ghihcllini, i Masanielli e i Cola di Rienzo, la rigitlil.à degli Spartani e la licenza ateniese, e con queste iJee si .rivolge egli a Carlo Emanuele, che quasi a,l ogni capitolo e~all.a con1e il modello del principe perfetto. « Io non saprei meditare, dice » egli, una virti1 eroica da principe che non mi cada » sotto gli o~chi Cal'lo Ernanuele. Talchè ho dovuto • SO\'enl.efa,·rni forza per non parlarne in ogni ca- » pitolo. >> Qual~he volta lo dire~te un uomo del medio evo, un frate, nn nitro Valeriano Ca~tiglioni, un altro Ron i II o, ma Ieggete la terza parte del suo libro Snlla politica e sulla religione, o Ji1nitatevia leggerne i ·titoli tlei capitoli, e voi cr~derele di intrattenervi con un libero pensatore. Vi parla egli • cap. I, della prima pul'ità dei costumi depravata • dall'ig-noranza e poi dalla scienza; cap. II, delle false • rclir[nie; cap. IIJ, de' falsi libri; cap. IV, de' falsi » 1nira0oli,. tle" fal~i nomi, de' falsi falli; cap. V, dei • fal~i martiri; cap. VI, delle crociate; cap. VII, dei » seo1:l~!L~~i e <le' casui~ti; cap. VIII, de' nuovi ordini • religiosi e delle nuove devozioni. » Son questi i temi tli altreltante censure vivissirne contro la superstizione t;at~uli~a; ma troppo egli è. gentil cavaliere, troppo perfetto gentiluomo per non evilare le sguajate do1nandc sul modo di regnare sui -ve:-;covi, di rigettare le reliquie, di smentire i falsi libri, i falsi fatti, i falsi santi, di soppriqicre i monaci, i devoti, i scolastici , i casuisti, la sua cre:u1za è troppo squisita per dar adito alle sfrontate istanze della ri\'Oluzione che chiede con quali generali si andrà a Roma, con qua.li sedizioni si penetrerà nel santuario, con
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