- 727 - con1epotrà condurre gli ultimi a tollerarlo tra i più miseri servi delle loro anticamere; le lagrimegli vengono agli occhi, e verso la fine delle sue memorie, egli si accorge del suo destino : ,e Io volli svelare,dice egli, » le usurpazioni del sacerdozio sopra l'autorità dei » principi e quanto fossesi scemato•al loro imperio 1) che Iddio glielo diede sovrano, intero, perfetto so- »· pra dei loro Stati per governar essi e non altri )) i loro sudditi; e tratLandodel regno di Napoli,dove » si tentava ridurre le cose fin all' ultin1aestremità » per interamente assorbirlo, ebbi più occasioni di » avvertire i singolari e sottili artifizj ed additare i )) fonti onde tanti mali e disordini provenivano: ep- » pure tutto ciò e l'aver sacrificato la mia vita, i » miei studj ed i miei pochi talenti da Dio conces- » sitni, niente giovom1niper acquistare una valida n loro protezione,neppure per potermi sottrarre dalle » umane necessità e vivere sicuro in qualche angolo » della terra: anzi il duro mio destino me li rivolse n in contrario e bench' io gli sperimentassisdegnati, » avversi, io non ce-ssai di essere docile, siccome dal » rimanente di questa storia ciascuno vedrà, la quale n se mai avrà la sorte di esser posta sotto i loro oc- » chi siccometrarrà qualche loro lagrhna, così spero » che dai loro animi trarrà qualche senso di pietà e » compassione. » Così Iamentavasi l'illustre istorico nella sua prigione, e il suo gemito che qui echeggia per la prima volta nel pubblico non ci rivela forse lo strazi.o di una rivoluzione cui mancavano le armi? Un poeta milanese, il marcheseGoriniCorio, non sconfortato dalla sorte di Radicati e di Giannone, volledi nuovo sciogliereil difficileproblemadi Roma '
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