Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 726 - Jigione lerrestre servendosi di un dog1na celeste? Con qual arte trasformeranno essi i cardinali in auguri ed i vescoviin aruspici propugnando nel 1nedesin10tempo l' irreligione dei capi e una religione che felicementerinnovi gli inganni di un popolo corrotto ? In una parola, qual politica suggerirà ultiman1ente Giannone a Carlo Emanuele ed al suo successore? Lo storico napolelano ha perduto oramai ogni senso politico. Preoccupatodi Cristo e di Mosè,· dei padri e dei dottori, tutto inteso allo svolgirnento della gran tela degli errori umani, tutto assorto nel gran lavoro di scandagliare i misteri ·dei vescovi, delle giurisdizioni, del papato , delle crociate; tutto consacrato alla discussione di dottrine cui susseguono giurisprudenze istoriche, le quali tra5portano il mondo all' insaputa di tutti , con1e nave se1npre spinta tra 1narisconosciuti, tra scene inaspettate, egli ha oltrepassata l'arte di fingere e di regnare, ed avendo proclamato il regno della verità , più non può dare il mondo all' errore, più non puo mentire per dare sesto alle illusioni. l\1acchiavellivoleva l'inganno , vi si co1npiaceva,ne godeva, ma non scriveva per il pubblico, solo si volgeva ai capi, parlava sotto voce, ùando precetti doppj all' amico e al nemico e sfuggendo con dottrina arcana ad ogni dottrina pubblica da lui sempre disprezzata ~omefavola, sfuggivapure ad ogni censura, ad ogni insidia, ad ogni contrasto. Al contrario fatto sinceramente apostolo e sinceramente impostore, Giannone soccombe ad innumerevolicontraddizioni. In lui l'uomo d'azione discredita e distrugge il libero pensatore. Tutti gli voltano le spalle, tutti gli gettano la pietra, comemai raccoglierà i popoli e i principi sotto la sua bandiera? non sa nemmeno )

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